Ricordo una piazza ombreggiata, malmessa e spoglia, di un amore precoce che mi rubò l’inglese. Ma di quegli anni feroci, tra gambe e seni, che dividevano il tempo in rapidi cinema, mi rimane solo l’odore di una rossa, profondo. Fuggita infine nel suo stesso nido, un castello gualcito dal mio amore, in fondo al bosco, le dita non hanno più appreso nessun muschio, solo il tanfo di fantasmi.

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