Mess up significa incasinare ma, detto dello spirito, uscire, aspetto che conserva dello spirito una perdita che può essere letale. Dell’espressione si avvale Iggy Pop (so messed up, I want you here) in una canzone che non è possibile reinventare, se non nel caso dei Vorkriegsjugend (chi dovrebbe ancora ricordare gli scantinati del punk tedesco, quella dissennata gioventù prebellica?). Al limite dei sessanta si dissolveva così, dalla California a New York, un docile sogno che pure tramano ancora in molti, ignari di oscura poesia. I loro inesperti falansteri non potrebbero infatti tollerare quanto non sia invece ordinario e prudente. Alcuni, sempre più rari, vedono l’allucinazione che fa dire ad Iggy Pop: in my room, I want you here, now we’re gonna be face to face, and I’ll lay right down in my favorite place; and now I wanna be your dog… Per loro la canzone continua a suonare come le campane che gridarono contro Woodstock. Solo Iggy Pop conosce però la donna che gli fece cantare di essere per lei un cane, faccia a faccia nel suo posto preferito. Spero, ed è davvero molto, di essere amico di questa coppia affiatata e poco divertente. Forse, fra tutti, ci stiamo trasformando in pregiati vampiri.

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