Ho conosciuto bene un amico che confrontato con la sgradevolezza della vita vi si gettava. Il rimestare l’ovvia inadeguatezza altrui egli non lo tollerava, ma lo faceva. Era, in una parola, fanatico dell’umanità. Così nell’amore: si muoveva come un ladro a notte fonda, prediligendo scrivere. Infine, mostrava nel carattere tratti arcaici, non avrebbe mai scelto un’epoca classica vicina alla propria ricapitolazione. Ne avrebbe presagito la fine.

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