Il mare sembra fatto per l’onda che si infrange dolente sulle rive di Anzio, la voce invece per il silenzio che sempre la inghiotte. Così, a teatro, la scena si proietta sullo spettatore e nella sua carne di oblio riposa piena di angoscia un’unica sillaba. Se il teatro possedesse un’essenza che non è più necessario scoprire allora in questa innocenza.

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