(esercizio)… un enunciato genuinamente performativo è ‘vi do il benvenuto nella mia sontuosa dimora’. Qui possiamo tentare di risolvere il problema rappresentato dalla parola sontuoso in due modi. Dico la battuta con le mani in tasca o allargo le braccia. Il secondo modo è stereotipato (Artaud), il primo modo è più efficace (ancora Artaud, ‘ironia tedesca’). Naturalmente non si entra in una capanna, vi deve essere una rispondenza non necessariamente scenica (la scena potrebbe essere vuota, tanto meglio). Per cogliere entrambi gli aspetti è dovuta una verità che l’enunciato sottace ma alla quale il pubblico collabora, perché l’atto successivo è entrare. Ora passiamo ad una battuta reale presa a caso dalla Tempesta. Dice Calibano: ‘mi avete insegnato a parlare come voi: e quel che ho guadagnato è questo: ora so maledire. Vi roda la peste rossa per avermi insegnato la vostra lingua’. ‘Vi roda la peste rossa’ è ovviamente performativo al massimo grado. La maledizione si arricchisce qui di un dettaglio, la peste rossa. Potremmo ritenere la maledizione come il centro intorno a cui ruota la battuta: ho imparato, ho guadagnato, ora so, a causa del vostro insegnamento. Tutto si risolve dunque in un primo problema rappresentativo. Per esprimere senza mezzi e schermi la maledizione essa va detta al pubblico, o non sarebbe una maledizione, a meno che non si maledicano attori e spettri. Voi siate maledetti. Elementi stereotipati potrebbero essere l’indice, la postura e la mimica. Ma come potete vedere quel ho imparato, ho guadagnato, ora so, a causa del vostro insegnamento qui riluce nuovamente, perché ne abbiamo trovato l’esito fattuale al centro della dizione. Non ne sono ancora convinto ma per il momento può andare. Forse è un esercizio banale.

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