Mi è arrivato il vinile di Fun House degli Stooges. Malgrado lo conoscessi, maneggiare il vinile (in realtà doppio) e osservare l’accuratezza dell’edizione lascia entusiasti. Entusiasmo che si spegne subito nel caos musicale delle tracce. Rispetto a the Stooges questo è un album più pensato e accattivante, a tratti più brutale, ma con la stessa cupezza che un allucinato Iggy Pop riesce a mettere in genere nella scrittura dei testi. Non mi stacco da Dirt, quarta traccia primo lato. Non vi posso trasmettere la musica, ragazzi, ma vi trasmetto il testo, se non vi interessasse, perché bisogna sempre muovere dal testo per apprezzare del tutto il pezzo. Ecco la traduzione: ‘sono stato sporco e non me ne importa. Sono stato sporco e non me ne importa. Perché sto bruciando dentro, perché mi possiede un anelito e sono il fuoco della vita. Sono stato ferito e non me ne importa. Sono stato ferito e non me ne importa. Perché sto bruciando dentro, perché sto bruciando dentro. E tu lo senti? dì tu lo senti quando mi tocchi? E tu lo senti? dì tu lo senti quando mi tocchi? Bene, io sono il fuoco, bene, è il fuoco…’. Il cantato diventa sincopato su quel ‘when you touch me?’. Vale a dire che se ciascuno dovesse scegliere un centro con cui orientarsi in assenza di gravità per me sarebbe quello. Non conosco tutto Iggy Pop, ma musicalmente alcune gemme ovviamente sì, come l’interessantissima e ancora una volta allucinata Nightclubbing (parla proprio di quello, un eroinomane che vede il mondo notturno dietro le lenti della sostanza, niente a che vedere con i cocainomani di oggi). Mi interesserebbe al momento invece un suo film girato partendo da Restare vivi di Houellebecq. Collaborazione azzeccata!

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