Non si dice tacendo perché Ludwig Wittgenstein voleva si tacesse. Si dice invece incidendo una sezione chirurgica, una differenza testuale che ne è lo scarto. Queste sono proposizioni ben formate: la foglia è gialla, il cielo è grigio, il muschio è sul tronco, piove (i tedeschi correttamente dicono: ciò piove). Tuttavia, se dicessi questo, allora avrei fatto meglio a tacere: ‘il senso della sera che cade è percorrere sotto la pioggia sottile un viale ai cui lati gridano, sparpagliando rami e mani urlanti al cielo, foschi tronchi, sui quali s’avanza muschio verde di lucertola, tra foglie bagnate di cui spicca la rossa su tenue ocra, ecco… A mai più, neppure a un domani d’esilio’. Non ho fatto altro, qui, che inventare fumo, che è dei fumi perché lo sostanzia (di cosa è fatto il fumo se non di fumo?). Questa prosa ginnica ha campioni come Léon Bloy, che ho terminato di leggere: un libro antisemita che contiene un canto, una domanda, che non è affatto antisemita. Il saggio di Ceronetti, che qui vuole sporcarsi le mani, chiarisce. Ma chiarisce fintanto che dura il respiro, quello dell’invettiva, che comprende e nega al tempo stesso (soprattutto nega, amore, affinità, relazione). Così non sorprende che tra tanto furore si trovi una frase che ogni mano ha segnato: ‘la storia degli Ebrei sbarra la storia del genere umano come una diga sbarra un fiume: per alzarne il livello’. Per essere all’altezza, Bloy si deve porre al di sopra della Chiesa e della Sinagoga, nello sforzo di comprendere l’età dello Spirito Santo. Quindi sì, la salvezza è dagli ebrei (ma per chi?), ovvero, soprattutto, degli ebrei. Qui la traduzione da seguire è quella consigliata da Ceronetti, ossia la Bibbia di re Giacomo: ‘for salvation is OF the jews’. Per farvi un esempio contrario, la Nuova Riveduta traduce invece (Giovanni 4, 22): ‘perché la salvezza viene dai Giudei’ (traduce come Lutero). Credo che dovrò lavorare molto sui testi biblici, ma quella sezione, taglio in cui sta la differenza, la quale si ripropone incessantemente, tra il detto e il tacere, questo ancora non so, per ogni testo. Poiché sarebbe inutile leggere, sempre, senza pregare mai.

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