Un giorno di pioggia, d’inchiostro, su questa lettera di nero sangue, e gelido, mi ricorda il verso di Baudelaire: ‘voi mi atterrite, immensi boschi, come se foste cattedrali. Quando urlate come l’organo l’eco vi risponde dei vostri de profundis…’ Mi pare di sentire quell’organo possente, quasi mi inseguisse in una conosciuta stanza che non è più ricovero se non dell’accidia, illuminata di giallo. Il mio cuore conosce sotterfugi musicali, trae bellezza cupa da una sola voce profonda, dalla risposta squillante, dall’accordo e dalla fuga. Ma la morte egli non la può consolare, se non immaginando tra i frati di dire il Rosario. E la morte piega il suo teschio in un abbraccio… lo sappiamo, solo le pagine dei Padri della Chiesa vanno qui rievocate. La pioggia, a queste latitudini, è fatta per convertirsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *