Scrivo questa nota mentre un gatto, maschio, cerca faticosamente di accoppiarsi con un altro gatto, maschio, sul mio letto. Gioia del risveglio, si direbbe, più o meno. Oggi non è programmato cinema. Quel tale cinema che una volta presentava film nuovi con spettacoli a rotazione ogni tre giorni. Una sorta di mania, ma accurata, di non lasciarti indietro, per quello che altri avevano già visto, talvolta rivisto: eppure non ricordo un solo titolo. Solo di aver intravisto, una sera, la capigliatura rossa di lei: andava senza di me, al cinema, meno spesso. Lo stesso cinema esiste ancora, e non si sa chi sia più l’ombra di qualcosa che invecchia. Dalla finestra, il vento rende argentee le frange di un olivo, un silenzio acquattato, una voglia di aprire Schnürmann perché siamo finalmente arrivati alla svolta dell’anti-umanesimo. Si diceva quando studiavo che fummo spodestati dalla nostra posizione nel cosmo dalla nuova fisica. Ma non era vero: bisognava aspettare Marx, Nietzsche e soprattutto Heidegger. Ora abbiamo un debito da pagare: vivere senza principi, se è possibile.

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