Lentamente sto leggendo alcuni libri di Robert Walser, per un solo motivo. La sua scrittura sa tacere, è sobria, soprattutto discreta, amabile e dolce. Le sue deprecabili vicende manicomiali testimoniano che recludere un uomo per stramberia sarebbe stato anche allora un delitto. All’opposto si potrebbe pensare uno scrittore dalla eccezionale padronanza, cioè Faulkner, che tuttavia doveva curare questo eccesso con l’alcol. Il libro di Walser su una fidanzata inesistente è la miglior cosa che leggessi da mesi, ma non riesco a rendere l’ambiente borghese nel quale si muove, le condizioni e le convenzioni, senonché quel testo così strano rasenta l’inno.

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