Nelle Bozze per un Libertarianesimo Cristiano pubblicate qui accanto delineavo la fiducia come meccanismo di soppressione dello stato, sebbene non dei suoi apparati (evidente il caso della sanità capillare). Per quanto quelle bozze siano in più parti molto grezze direi che il tema della fiducia vi è trattato purtroppo non ampiamente ma chiaramente. La fiducia è tema ricorrente, a partire dal fatto che per esempio la moneta si fonda appunto sulla fiducia. Quando una società poco o molto resiliente deve affrontare una crisi sistemica la fiducia diventa fondamentale, per l’incapacità dello stato, voluta o meno, di imporsi come farebbe se fosse in tutti i suoi aspetti totalitario. Abbiamo visto che uno stato fondato sul partito unico pare aver affrontato efficacemente una crisi sistemica senza attraversare una sommossa di tipo politico. Credo che anche in quel caso la fiducia abbia operato in due direzioni: la fiducia nel popolo maoista e la fiducia nel partito del popolo. Le democrazie si comportano diversamente e infatti in Contro lo Stato Etico ne ho parlato a partire dal concetto di libertà e di identità seriale. Quindi, come opera la fiducia? Essa è tutto ciò che possono fare almeno due persone in assenza di un grande Altro. Ovviamente è un’assenza paradossale: quelle due persone agiscono come i folli che sanno di non essere un chicco di grano ma temono che il pollo, cioè il grande Altro, non lo sappia ancora. Ovviamente due persone possono fare moltissimo proprio a partire dal fatto che possono avere fiducia l’una nell’altra. Così, si può costruire una comunità coesa dove l’autorità è debole, se non assente. Gli appelli attuali a giustificare gli spostamenti non riguardano per esempio il nostro rapporto con lo stato, ma il nostro rapporto con i vicini. Infine, la fiducia è gratuita: se chiedesse qualcosa in cambio non sarebbe più tale.

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