Orlando cade nelle fauci del mostro, ché altro non è il mondo, con tutta la sua innocenza. E l’umorismo della biografa sottolinea che Orlando è inglese, dunque armato di tutto punto. Donna o uomo che sia, che aneli o no all’altro sesso o rifugga infine nell’inganno di un bel gioiello, quale egli o ella è, riesce a tenersi nell’ombra di una lunghissima vita, che non pare spirare nemmeno alla fine. Giunta alla maturità, Orlando, lo possiamo supporre, non è meno bella di quando solcò il mare a ritroso, da ambasciatore a damigella. In lei tutto lascia supporre soavità, nel ritratto del giovane mestiere, nel ritratto della donna la penna di Virginia Woolf. Incantato dalle pagine, da leggersi al galoppo, per dimenticare tutto e provare a vivere, forse una quercia getterà a terra il vero profilo di Orlando, rapita nel cielo.

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